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INCONTRO CONCLUSIVO DEL PERCORSO "A PASSEGGIO CON LA STORIA...LE CITTA' RACCONTANO"

 a passeggio con la storiaL’unica area sacra dell’antica Rhegion era anticamente compresa nello spazio che oggi corrisponde a quattro isolati tra le vie Tripepi, Aschenez, Palamolla e XXIV Maggio. Come ha brillantemente raccontato il dott. Giuseppe Mazzù, di Italia Nostra, il Santuario Griso Laboccetta, così definito dal nome degli antichi proprietari dei terreni in cui si trovava, è stato scoperto alla fine del 1800, quando, durante alcuni lavori di scavo, furono rinvenuti un gran numero di oggetti di terracotta. Nel 1883 si rinvenne la prima stipe votiva e in seguito statuette rappresentanti divinità femminili, animali e centinaia di piccoli vasi di varia forma. Il pezzo più interessante è la famosa "lastra Griso Laboccetta", un reperto modellato in argilla, probabilmente una metopa. Rappresenta due fanciulle di stile arcaico in movimento, in atteggiamento di danza o di fuga, vestite riccamente con chitone e himation; gli orli della sopravveste e del mantello mantengono la coloritura originaria. Lo stile delle figure è simile alle metope dell’Heraion del Sele, che risalgono allo stesso periodo, ma sono scolpite in pietra. Tale lastra rappresenta un capolavoro dell’arte reggina del 520-500 a.C. e per molto tempo, fino al rinvenimento dei Bronzi a Riace, ha rappresentato il reperto più importante del Museo archeologico di Reggio Calabria. In base all’esame degli ex voto si può dedurre che il santuario fosse dedicato al culto della dea Demetra e della figlia Kore - Persefone, culto caratterizzato da una pluralità di aspetti e da pratiche rituali strettamente connesse ai vari cicli della vita femminile. I ragazzi hanno ascoltato con attenzione la storia che ha caratterizzato questo sito e sicuramente non dimenticheranno l’importanza del luogo e la necessità di tutelarlo. L’alunna Claudia Assumma della classe IV E ha accompagnato con la chitarra i canti dei ragazzi, che hanno concluso la serata in allegria. Ancora una volta le attività promosse e realizzate al Liceo Volta, rientrano non solo nella filosofia dell’ampliamento dell’offerta formativa ovvero nel bene culturale come bene comune, ma come piace sottolineare al Dirigente Scolastico, anche nell’esecuzione di compiti di realtà, perché la vera scuola insegna a vivere. 

 

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