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Progetto italia nostra : a passeggio con la storia


Dopo essere partiti da Piazza Indipendenza e aver fatto una breve sosta presso la Piazza XXIV Maggio, nel comune calabrese di Terranova Sappo Minulio, dov’è ubicata la Torre dell’orologio, ci siamo diretti verso le pendici della splendida montagna.

La scalata ha avuto inizio presso la fontana dell’abete, insieme a due guide esperte dell’Ente Parco d’Aspromonte: Andrea e Aldo.

rosa ventiLe guide hanno avviato il percorso con una breve introduzione sul ruolo dell’Ente Parco, che, istituito nel 1994, comprende 37 Comuni dell’Aspromonte e si occupa della tutela e della salvaguardia ambientale del territorio aspromontano con la sua ricca biodiversità.
Siamo stati assistiti dalla fortuna sin dal principio della nostra avventura sia per le ottimali condizioni climatiche che per l’incontro con un raro parassita floreale che si impianta sulla corteccia degli alberi.

Procedendo sulla ripida salita ci siamo inoltrati, attraverso un sentiero, in un bosco popolato da faggi e abeti, abbiamo visto anche un tasso, chiamato pure “albero della morte”, perché contiene sostanze velenose.

La fatica della scalata e il sole cocente non ci hanno impedito di raggiungere la magnifica vetta (1390 m s.l.m.), ricompensati dalla bellezza del panorama mozzafiato: uno splendido colpo d’occhio su tutto il versante tirrenico dell’Aspromonte (fino ai monti di sant’Elia e tutta la Piana di Gioia Tauro) e sul versante Ionico, con la straordinaria imponenza di Pietra Cappa.

La presenza di un cielo limpido ha consentito sullo sfondo tirrenico la visione delle isole Eolie moltiplicando la sensazione dell’infinito.

La Calabria sembrava aver raggiunto il culmine della sua bellezza su quella cima, grazie anche alla primavera che la esaltava tra prati in fiore e uccellini cinguettanti.

Le guide dell’Ente Parco sono state veramente accoglienti e disponibili, hanno risposto alle nostre domande così abbiamo appreso importanti notizie sul luogo, che appartiene al Comune di Santa Cristina d’Aspromonte. In passato, in località Zervò, è stato costruito un sanatorio, dove venivano ospitati i malati di tubercolosi perché si pensava che l’aria pulita di montagna potesse consentire la guarigione; poi si scoprì che l’elevata umidità, soprattutto in inverno, era nociva per chi soffriva di malattie polmonari e quindi il sanatorio fu chiuso e in un secondo momento fu adibito al recupero dei tossicodipendenti. Sorse così una “Comunità Incontro” il cui fondatore fu Don Pierino Gelmini che si impegnò per aiutare le vittime di droga, alcool e altre dipendenze. Oggi la Comunità non è più attiva.

Le guide ci hanno informato sui comportamenti da tenere in montagna: in caso di pericolo occorre telefonare al 118, le zone boschive si dividono in diversi settori, in alcune zone si può sostare anche per trascorrere una notte (bivacco), nel bosco non si accendono fuochi per cucinare (esistono luoghi appositi), per poter effettuare un campeggio ci sono posti adibiti ed occorre un’autorizzazione.

Nel bosco vivono i lupi, che difficilmente si avvicinano agli uomini perché hanno paura del rumore; recentemente sono stati avvistati caprioli.

madonne giye

Dopo aver consumato il pranzo, la discesa non è stata meno ardua da affrontare, ma, tra scivolate, per il versante ripido e per le innumerevoli foglie, le soste, per riprendere le forze e per ascoltare informazioni fornite dalle guide, e le risate per i passi falsi di qualcuno e per i commenti di qualcun altro, siamo tornati al punto di partenza, felici per esserci immersi nella natura quasi incontaminata.

Sulla via del ritorno abbiamo fatto una sosta presso la Chiesa Matrice Santa Maria Assunta di Terranova, dove abbiamo potuto ammirare due splendide statue rinascimentali “La Madonna della Neve” e la “Madonna del Soccorso”.

Ci auguriamo di ripetere al più presto una passeggiata simile perché abbiamo potuto conoscere il nostro territorio, apprezzare il contatto con la natura, scoprire posti magnifici dal punto di vista storico e paesaggistico.

Serena D’Ascola- Jacopo Candito

Classe V E

 

 

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