INCONTRO DEGLI STUDENTI DEL LICEO SCIENTIFICO “A. VOLTA” CON S.E. MONS. FIORINI MOROSINI

              

 

VESCOVOLunedì 9 dicembre  noi ragazzi del Liceo Volta abbiamo accolto con grande piacere la visita del nuovo arcivescovo di Reggio Calabria-Bova,  Monsignore Giuseppe Fiorini Morosini. E’ la prima volta che la nostra comunità scolastica vive quest’esperienza come  ha fatto  notare la professoressa Crisarà in rappresentanza dei docenti. Dopo il saluto della Dirigente, Professoressa Palazzolo, affiancata da don Valerio Chiovaro,  e la presentazione della scuola da parte della Professoressa Crisarà, l’arcivescovo partendo dalle parole di Benedetto XVI ha incantato noi ragazzi con il suo discorso ricco di contenuti.Facendo un excursus sui veri e sui falsi valori abbiamo riflettuto filosoficamente( non dimentichiamo, infatti, che l’arcivescovo ha insegnato per molti anni storia e filosofia) sul senso della nostra vita partendo dal primo valore : la dignità per noi stessi e per gli altri. “ La nostra vita non può essere come una barchetta in mare che va alla deriva perché trasportata dalle correnti; non può essere così: prendiamo i remi di questa barca, remiamo tenendo la rotta e  anche  se costa fatica, se è necessario  andiamo contro corrente” spiega Monsignore. Così nella conoscenza  di noi stessi possiamo acquisire la  consapevolezza di non essere soli nel mondo ed è proprio dal confronto  con i nostri simili che scopriamo il secondo valore: la relazione mette in moto la ricerca del bene e della verità. Dalla ricerca della verità che è in  noi scopriamo nel profondo che esiste  un’idea di bene : ma questo bene è assoluto o relativo?secondo quanto ci interroga l’arcivescovo provocandoci. Infatti non tutti i valori sono assoluti come crediamo… per esempio la legalità non è affatto un bene assoluto, se consideriamo che spesso sotto la sua bandiera sono stati  perpetrati moltissimi crimini .In realtà il primo grande valore è la libertà … ma che cos’è? Fare quello che si vuole?quello è libertinaggio.  “Essere libero vuol dire agire secondo bene e verità, perché la libertà è sempre proporzionata ad una verità che scopro… e l’uomo davvero libero è colui che sa darsi un limite…”ed è a questo livello che possiamo comprendere cosa significa “ bene comune”.   L’arcivescovo ci ha interrogato profondamente e infine, fidandosi di noi, della nostra capacità di ascolto ci ha lasciati con una domanda per nulla scontata : cosa è per noi il Natale? Ma noi non l'abbiamo lasciato andare così in fretta e lo abbiamo sottoposto a tante domande alle quali  ha risposto con simpatia ma altrettanta serietà. Un grazie  particolare deve anche raggiungere raggiunge Antonio Morabito, Maria Latella e Carmelo Zema della classe VG,  vincitori del concorso “Arte e cultura”, per aver messo in musica l’inno alla carità di S. Paolo : ci hanno offerto un’emozionante ed intensa esecuzione del brano “La carità tutto può”.

Miriam Amaddeo VL